MEETING PER IL NORDEST DEL 2019: SABATO 1 OTTOBRE ORE 9.30, FONDAZIONE CUOA ALTAVILLA VICENTINA

SABATO 1 OTTOBRE ALLE ORE 9.30, PRESSO LA FONDAZIONE CUOA DI ALTAVILLA VICENTINA, SI CONCLUDERANNO I LAVORI DEL MEETING PER IL NORDEST DEL 2019.

In questa occasione saranno presentate le idee e le proposte per il Dossier di Candidatura di Venezia con il Nordest a Capitale Europea della Cultura 2019 elaborate lo scorso 23 settembre, e la ricerca di UniCredit curata da Aldo Bonomi.

PDF INVITO: MEETING 2011

Innocenzo Cipolletta, presidente del Comitato Scientifico di “Venezia con il Nordest Capitale Europea della Cultura 2019” riceverà dall’editore di Nordesteuropa.it, Filiberto Zovico, le proposte elaborate in questi anni dall’ampia rete territoriale che lanciò la proposta, proprio al Meeting, nel 2009.

Aldo Bonomi, presidente del Consorzio AASTER, illustrerà invece i risultati della ricerca sul progetto di Candidatura, che raccoglie il parere di oltre 100 opinion leader del Nordest.

Roberto Daneo, consulente del progetto realizzato con il sostegno di Adacta Studio Associato, si soffermerà invece sulle caratteristiche che il Dossier ufficiale dovrà avere per risultare vincente.

Dopo il saluto e l’intervento di Maurizio Cecconi,direttore di Candidatura, che parlerà a nome del Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, si terrà invece il confronto sulle ricadute dei grandi eventi come motore dello sviluppo, con gli interventi di Evelina Christillin, vicepresidente vicario del Comitato per l’Organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali, Innocenzo Cipolletta, coordinatore del comitato scientifico del progetto “Venezia con il Nordest Capitale Europea della Cultura 2019”, Roberto Nicastro, direttore generale di UniCredit, Davide Rampello, presidente della Fondazione Triennale di Milano e Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto. A moderare il dibattito sarà il giornalista di Repubblica, Marco Panara.

Il numero dei posti è limitato, per partecipare al Meeting è richiesta l’iscrizione sul sito www.nordesteuropa.it, alla sezione Eventi

LECH WALESA a Vicenza per il Festival Biblico, domenica 29 maggio 2011

 

 

«I valori possono essere più forti dei carri armati. 

Le nuove strutture e le soluzioni indirizzate alla nostra epoca 

dovranno essere costruite e riferirsi a quei valori. 

Religiosi, culturali, in altre parole: globali».

Lech Walesa

Nordesteuropa e Festival Biblico

sono lieti di invitarVi a

“Tra passato e futuro. La storia, i valori, la fede”

incontro con

Lech Walesa

premio Nobel per la Pace e fondatore di Solidarnosc

intervistato da

Aldo Maria Valli

giornalista e vaticanista del TG1

Domenica 29 maggio 2011

Vicenza – Piazza dei Signori – ore 17.30

(in caso di maltempo l’incontro si svolgerà nella Sala Grande del Teatro Comunale, in viale Mazzini, 39)

È già in corso, per le vie e le piazze di Vicenza e di alcuni centri del suo territorio,

la settima edizione del Festival Biblico, per entrare nel vivo dal 26 al 29 maggio,

con conferenze, spettacoli, meditazioni, reading e animazioni. “Di generazione in generazione”,

questo il tema scelto dagli organizzatori per il 2011, declinato e sviluppato da ospiti di prestigio

ed esperti provenienti da diversi settori della società. Tra gli altri: Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, lo scrittore e poeta Tahar Ben Jelloun, il cantautore Eugenio Finardi, il priore del monastero di Tibhirine (Algeria), Jean Marie Lassausse.

Lo psicoterapeuta Osvaldo Poli ed il teologo Piero Coda

si confronteranno sulla figura paterna di Dio e dell’uomo,

mentre gli scrittori Antonia Arslan e Giorgio Pressburger saranno in “Dialogo su Dio”, moderati da Roberto Righetto, caporedattore cultura di Avvenire.

E poi, ancora, Duccio DemetrioArmando MatteoLidia MaggiDan BahatFrédéric MannsErmes Ronchi,Antonella Anghinoni, e molti altri.

La settima edizione della manifestazione, promossa da Diocesi di Vicenza e Società San Paolo

con la partecipazione di Famiglia Cristiana e Progetto culturale della Chiesa Italiana, può contare anche sul sostegno di Nordesteuropa.

Per diffondere e promuovere i contenuti di un Festival che per l’alto valore culturale

contribuisce assieme agli altri grandi eventi del territorio alla candidatura del Nordest a Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Per informazioni sul programma completo della manifestazione www.festivalbiblico.it

Nordesteuropa Editore Srl

Tel (+39) 049 8757589; (+39) 049 8761884

Fax (+39) 049 8230053

Email: info@nordesteuropa.it

www.ilnordest.euwww.nordesteuropa.itwww.nordest2019.eu

Straordinario successo per la quarta edizione del Festival delle Città Impresa


Si è conclusa con uno straordinario successo la quarta edizione del Festival delle Città Impresa, il laboratorio di idee e confronti che ha lanciato la candidatura del Nordest a Capitale europea della Cultura 2019.

“A colpire non è tanto il dato delle 60.000 presenze agli oltre 80 convegni, eventi, spettacoli e dirette in streaming – afferma il direttore della manifestazione Filiberto Zovico – quanto i risultati ottenuti. Per il 2019, come ha dichiarato l’ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, la Tav arriverà a Nordest fino a Venezia e Tessera. Molto prima, cioè per il 2016, è prevista la realizzazione della Pedemontana e della terza corsia. Il dibattito ha messo in luce anche come si procederà alla realizzazione dei sistemi di banda larga e perchè l’obiettivo ora è di realizzare sistemi di trasporto metropolitano ferroviario per far viaggiare merci, persone ed idee nella metropoli Nordest. Il progetto della Schio-Vicenza, per fare un piccolo esempio, rappresenta una prova di maturità degli amministratori locali. Il Festival ha fatto un salto di qualità facendo emergere, da Trieste a Trento, una realtà metropolitana che prima veniva oscurata dai molti campanilismi ed una esigenza diffusa da parte del mondo imprenditoriale, culturale e sociale di fare rete e coprire così il gap infrastrutturale e tecnologico che tiene il Nordest ai margini dello sviluppo europeo ed internazionale.”

“La prospettiva di Venezia con il Nordest Capitale Europea della Cultura 2019 ne è uscita rafforzata ed arricchita di idee e contenuti. Cosi come la collaborazione tra le Istituzioni, come hanno sottolineato il vicepresidente della Regione Veneto Marino Zorzato e l’assessore del Friuli Venezia Giulia Claudio Violino alla cena conclusiva del Festival, e lo stesso assessore trentino Alessandro Olivi a Rovereto in occasione dell’incontro con il direttore dell’Economist, John Micklethwait. La sfida che attende ora il Festival è quella di un ulteriore salto di qualità: contribuire ulteriormente al lavoro delle istituzioni supportandole nella grande sfida di costruire un progetto comune. Per questo lavoreremo ad un grande evento di livello europeo che vorremmo realizzare nella città lagunare in collaborazione con l’amministrazione comunale di Venezia.”

Venezia, quindi, come punto di riferimento di un territorio, la Venice Region, che punta ad essere Capitale leader della Cultura e dell’Innovazione. Il Festival delle Città Impresa diventerà nella prossima edizione, che si svolgerà tra il 21 ed il 25 aprile 2012, un grande appuntamento che passerà da 22 a 30 sedi, coinvolgendo in maniera ancora più massiccia centri città ed imprese del territorio, rafforzando sempre più la struttura a percorsi sperimentata con alcune aziende, fabbriche di idee.

“Un ringraziamento – conclude Zovico – va ai protagonisti del Festival: a tutto lo staff di Nordesteuropa.it, agli oltre 300 enti tra amministrazioni comunali, provinciali e regionali delle città coinvolte, aziende, fondazioni ed associazioni, a Unicredit e Telecom Italia che hanno assicurato il loro sostegno concreto. Senza questa rete di materia e di idee questo festival non sarebbe mai stato possibile e realizzabile”.


Festival Città Impresa 2011

Il Nordest sta vivendo un’ulteriore fase di cambiamento. Le reti fisiche, di relazione, di idee e creatività, hanno assunto un ruolo determinante nella creazione di valore.
Nella sua quarta edizione il Festival si propone di mettere al centro il grande tema delle infrastrutture e delle reti (fisiche e immateriali) sulle quali la metropoli candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 dovrà poter contare per far viaggiare le idee e le merci delle nuove industrie creative.
L’Alta Velocità ferroviaria è l’emblema di un ritardo che il Nordest deve colmare in brevissimo tempo,. Un ruolo parimenti centrale sarà esercitato da altre reti di comunicazione: dalla metropolitana di superficie all’accesso alla banda larga.

I luoghi del Festival

Il Festival esplorerà quindi le diverse tematiche che permettono di far viaggiare le idee e si articolerà in un insieme di iniziative, incontri e riflessioni di carattere economico, culturale e artistico, su una pluralità di questioni connesse al tema della mobilità di idee, persone e merci.



La formula del Festival
Il Festival delle Città Impresa si arricchisce di nuove tipologie di incontri.
I Comuni promotori proporranno una serie di appuntamenti, valorizzando la propria vocazione e i propri progetti, sviluppando un tema che farà da fil rouge tra i diversi dibattiti. Gli appuntamenti sono in parte organizzati su espressa indicazione del Comitato Scientifico ed in parte in collaborazione con le aziende, le categorie economiche, le associazioni e le Fondazioni culturali del territorio ospitante.
Come per la III edizione, il Festival propone un programma di Eventi che si svolgeranno in luoghi-simbolo della Metropoli Nordest-
La novità dell’edizione 2011 sono i Percorsi: appuntamenti itineranti e tematici che si muovono sulle dorsali delle linee che collegano i centri della cultura del Nordest.
metropolitana

Il Festival delle Città Impresa quindi si arricchisce, con l’obiettivo di rafforzare ancor di più il carattere distintivo di manifestazione a rete, che si realizza in alcune Città-Impresa, luoghi della trasformazione del tessuto economico e sociale del Nordest, connettendole ad altri luoghi simbolici del territorio.

Un Festival che promuove, attraverso l’elemento culturale (nella sua accezione più vasta) le città e le imprese, valorizzando la ricchezza della produzione culturale in ogni ambito della vita economica e sociale e che offre nel contempo una riflessione sullo sviluppo futuro di questa area del Paese.

Un Festival che vedrà protagoniste, mettendole in rete, associazioni di categoria e le stesse imprese, Fondazioni ed associazioni culturali, Università e Centri di ricerca, Istituzioni locali, nazionali ed internazionali.

Un Festival con grandi ospiti nazionali ed internazionali chiamati, con il loro pensiero o le loro performance, a costruire e confrontarsi sui concreti progetti di sviluppo imprenditoriale e culturale dei diversi “quartieri-impresa” coinvolti.

Un Festival che porta alla ribalta nazionale l’intero territorio ed i suoi protagonisti, che li valorizza e permette loro di raccontarsi ad un Paese al cui sviluppo il Nordest vuole contribuire, apportando la sua ricchezza culturale e di esperienza imprenditoriale.

Programma

Scarica il programma generale in pdf
Programma aggiornato al 12 Aprile.

Entrata libera fino ad esaurimento posti. Per registrazione agli eventi clicca qui

Comitato scientifico

Promotori

Sostenitori e partners


Conferenza a Venezia sulle Reti culturali territoriali per il patrimonio delle acque. Arsenale, 18 aprile 2011

“Reti culturali territoriali per il patrimonio delle acque”

Venezia, 18 aprile 2011

Torre di Porta Nuova dell’Arsenale di Venezia

La conferenza è a numero chiuso e per partecipare occorre inviare conferma a: info@culturnet.net, entro sabato 16 aprile.

L’evento è organizzato da ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) e dall’associazione Venti di Cultura, nel quadro del progetto europeo TECCN (Cultural Territorial Networks for Citizens) del Grundtvig Lifelong Learning Programme.

La conferenza si pone l’obiettivo di presentare e discutere le attività e le strategie messe in atto dagli operatori istituzionali, al fine di salvaguardare e promuovere le risorse culturali distribuite lungo la laguna di Venezia.
Vorremmo cogliere l’invito di tralasciare per un attimo “il fiore per la pianta” (Braudel), per spostare l’attenzione dalle risorse culturali dalla città alla laguna, ai lidi e alla gronda.

Si tratta di valorizzare quanto le istituzioni preposte stanno facendo per individuare la rete diffusa delle risorse culturali (ambientali, museali, produttive, materiali ed immateriali), per metterle a sistema e renderle fruibili al pubblico di cittadini e visitatori.

TAFTER intervista Filiberto Zovico

Nord-Est Capitale? Forse nel 2019…con la Cultura

Nell’Italia di oggi sembra quasi una battuta. Non solo per i facili rimandi a più o meno marcate pretese indipendentiste di questa parte del Bel Paese, ma soprattutto per lo stato del “sistema cultura” che ha toccato uno dei punti più bassi di sempre. Tra decurtazioni e reintegri al FUS, leadership ministeriali che a voler essere generosi si sono dimostrate deboli e prive di progettualità, dimissioni di personaggi internazionalmente riconosciuti, la cultura non sembra proprio essere tra i settori ritenuti strategici per l’uscita dalla crisi e lo sviluppo del Paese.

E se, come ci ha ricordato Pierluigi Sacco su Tafter, “nel resto d’Europa, e nei paesi più dinamici dello scenario mondiale, la cultura è uno dei fattori chiave di un nuovo ciclo di sviluppo”, in Italia sembra che la si veda come un settore “a perdere”. Ma esistono delle alternative, non solo in vista delle decisioni chiave che il neo-eletto Ministro Galan dovrà prendere, ma anche sulla base di progettualità che i singoli territori stanno cercando di portare avanti. Ed è questo il caso del Nord-Est e della Capitale della Cultura 2019.

Per quanto nell’immaginario collettivo questo territorio sia legato a file di capannoni alternate a campi e all’etica del “duro lavoro”, i diversi attori locali stanno, infatti, ponendo le basi per la partecipazione alla selezione della manifestazione di livello europeo più importante in ambito culturale.

E il forte interesse di privati e aziende per i lavori degli attori istituzionali sembra far pensare che anche il settore produttivo stia cominciando a comprendere come il paradigma economico sia cambiato e che i modelli finora validi a breve diventeranno obsoleti. Nell’epoca della globalizzazione fuori dalla porta di casa si affacciano economie come quella della Cina e il Nord-Est delle fabbriche deve prenderne atto trovando nuove strade.

Una di queste è la Capitale della Cultura. Nata come mezzo per avvicinare i cittadini europei, ha assunto progressivamente un sempre crescente impatto sociale ed economico sui territori che l’hanno ospitata. Un anno di manifestazioni ed eventi, ma soprattutto di progetti, di percorsi che legano impresa, creatività e comunità in un processo di contaminazione reciproca. Famosi sono gli esempi di città come Essen e Lille che hanno visto territori depressi economicamente e socialmente riunirsi attorno ad un progetto comune, un percorso che le ha portate ad esprimere il potenziale di sviluppo insito nell’arte, nella cultura e nella creatività e che è andato ben oltre l’anno di assegnazione.

E’ questa la sfida che il Nord-Est si è posto per il 2019, cercando di creare un progetto condiviso dal più ampio territorio che si sia mai candidato e di mettere d’accordo spinte e interessi locali e localistici. Non solo per vincere l’assegnazione a cui concorrono altre 12 città italiane, ma per riuscire a far sì che il progetto porti i frutti attesi. E se per alcuni aspetti il Nord-Est presenta handicap concreti, ha in sé anche grandi potenzialità. Motore economico del Paese per molti anni, presenta un tessuto imprenditoriale che, se riuscisse a fare il salto di qualità inserendosi a pieno nella contemporanea economia della conoscenza, potrebbe davvero fare la differenza trascinando l’Italia in una nuova fase di sviluppo.

Abbiamo intervistato Filiberto Zovico editore di Nordesteuropa.it, direttore del Festival della Città Impresa e tra i più attivi promotori della candidatura per capire lo sviluppo del progetto.

Come sta procedendo l’iter della candidatura? Ci sono avversari che teme particolarmente?
La parte istituzionale sta procedendo lentamente, ma procede. Lo scoglio che ci si trova davanti ora è la nomina del direttore di candidatura, del comitato scientifico e dei 100 che rappresenteranno il territorio. Per quanto riguarda il movimento alla base si stanno raccogliendo sempre più consensi, con una sensibilità sempre più diffusa sia degli imprenditori che degli attori del mondo dell’arte e della cultura. Come parte integrante dell’iter della candidatura ci saranno percorsi significativi che si concretizzeranno già nel prossimo Festival delle Città Impresa. Si darà il via ad un percorso sulla Cultura della Vite e presso la Fondazione CUOA ci sarà anche un seminario che metterà insieme tutti gli assessori al turismo nell’ottica della Capitale. L’intero Festival sarà una piattaforma e un banco di prova.
Per quanto riguarda le altre città candidate tra quelle che stanno lavorando più seriamente c’è Ravenna, ma ritengo che la vera candidatura dell’Italia non possa che essere il Nord-Est e che il suo vero nemico potenziale sia la gestione dei diversi attori e delle diverse spinte.

Ci si aspetta che i benefici che la Capitale porterà siano di lungo periodo e coinvolgano non solo l’economia, ma anche i singoli cittadini. Questo è stato vero per molte Capitali della Cultura, ma per altre, ad es. Genova, le aspettative sono state disilluse. Per quale motivo per il Nord-Est non sarà così?
Genova è stata una Capitale in un’altra fase. Successivamente si è capito molto meglio che si tratta di un percorso che va ben oltre l’anno di candidatura. E’ un traguardo che indica una traiettoria e anche se non si vincesse sarebbe comunque importante. Ma il fatto di vincere porterebbe un beneficio a tutto il sistema Paese: una Capitale della Cultura secondo le statistiche porta il 10% in più di turisti, che calcolati sui 40 milioni del Nord-Est vuole dire 4 milioni. Nessun’altra città può fare altrettanto e questi sono flussi che, se si riesce a creare un collegamento con il resto dell’Italia, possono essere diretti anche su altri territori. Se la candidatura sarà una candidatura moderna che inquadra la cultura anche come motore economico se ne avrà un giovamento per tutto il sistema Paese e considerando che si tratta di un territorio fatto di imprese ci sono tutte le premesse affinché questo accada e perché avvenga un cambio di visione.

Le aspettative sul ritorno turistico sono quindi molto alte, ma per renderle effettive servono infrastrutture adeguate. Nel caso delle Olimpiadi proprio questo è stato ritenuto un elemento debole del sistema territoriale. Pensa che il Nord-Est possa accogliere e gestire i flussi che verranno?
Le Olimpiadi sono una cosa molto diversa dal punto di vista dei flussi, li accolgono e gestiscono secondo tempi e in un’area molto più ristretti. Premesso che la sconfitta è stata probabilmente più politica che legata alle infrastrutture, il problema del Nord-Est è legato più che altro alle vie di collegamento e alla circolazione e per questo sono necessari la TAV e la messa in rete tra gli aeroporti e le vie di terra, sia a livello nazionale che internazionale.

Un percorso quindi, quello della Capitale, che per funzionare deve unire i più importanti attori del territorio. E tra di essi un peso strategico ha sicuramente la Fondazione di Venezia, non solo per i forti investimenti in ambito culturale, ma anche per i progetti in atto. Abbiamo chiesto al Vice-Direttore Fabio Achilli come la Fondazione vede la candidatura e il proprio ruolo.
La Fondazione di Venezia, pur mostrando di gradire la candidatura, non è tra i promotori diretti, anche se alcuni dei suoi progetti, come quello dell’M9, il futuro Centro sul ‘900 di Mestre, sicuramente possono aggiungere peso al piatto del Nord-Est. Quali sono le motivazioni?
Devo dire che una delle prime riunioni per la candidatura si svolse proprio  in Fondazione. Fu un incontro in cui venne presentata la possibilità a partecipare e l’invito a lavorarci, mentre l’idea di candidare non solo la Capitale, ma tutto un territorio più esteso sullo stile di Essen, nacque progressivamente. Noi riteniamo che, per sua stessa natura, la Fondazione non sia deputata a essere capofila della candidatura e abbiamo lasciato che la cosa si evolvesse e fossero le istituzioni locali a decidere. La Fondazione ad ogni modo è disponibile ad essere un partner e a discutere il suo livello di coinvolgimento, così come ha appoggiato la candidatura del territorio all’Expo di Shanghai dell’anno scorso. Ad oggi, tuttavia, non ci sono state richieste di intervento diretto, anche se seguiamo con attenzione i passaggi e gli sviluppi. Certamente l’M9 può costituire un elemento importante per tutte le attività che si andranno a costruire e, indipendentemente dall’eventuale ruolo della Fondazione, qualora si concretizzasse la candidatura sicuramente il centro andrà sviluppando attività a sostegno del progetto. Come abbiamo più volte detto, l’M9 è al servizio di tutto il territorio secondo un modello multifunzionale, aperto e disponibile. Ci tengo, inoltre, a sottolineare che indipendentemente dalle difficoltà economiche che l’Italia e tutto il mondo stanno vivendo, l’M9 va avanti e la sua progettazione e realizzazione sono pienamente in regola con le scadenze. La Fondazione ha la forza economica per sostenerlo, anche se questo non vuol dire che non si vogliano e non si andranno a coinvolgere altri partner e sponsor, anche per farne un progetto condiviso.

Il sistema culturale italiano sta attraversando gravi problemi, crede che l’assegnazione al Nord-Est della Capitale potrebbe cambiare in qualche modo le cose e dimostrare le reali capacità economiche che la cultura possiede?
E’ sicuramente una delle grandi sfide e costituirebbe un enorme valore aggiunto, ma bisogna arrivare allenati e proseguire oltre il 2019. Detto questo, la cultura sta veramente soffrendo, e maggiormente rispetto ad altri paesi.  Quello che sicuramente manca è un’educazione alla cultura e al contempo anche una capacità dell’Italia di rinnovarsi. Si è ragionato sempre per grandi eventi, ma chi ha lavorato con un po’ di lungimiranza? Parallelamente al grande evento cosa si è sedimentato sul territorio? Ci vogliono creatività, inventiva e controllo dei costi. Fermo restando che ci sono attività culturali che vanno finanziate al di fuori da ogni considerazione per il loro valore anche sociale, educativo e formativo che possiedono, bisogna ragionare nell’ottica di cosa è possibile fare indipendentemente dai fondi pubblici. In Italia dal punto di vista della cultura non si vede emergere la creatività che caratterizza il nostro Paese. Avanti chi ha idee fresche e nuove, avanti i giovani che hanno inventiva, voglia di fare e modi innovativi di pensare.

Parlando del territorio, secondo lei esiste una classe imprenditoriale pronta ad investire nel progetto?
Il problema delle imprese italiane, e anche di quelle venete, è che c’è stato un periodo di forte benessere e si è avuta una successione alla guida senza che però ci fosse una classe dirigente preparata e con la giusta cultura. Quando è arrivata la crisi non c’è stata, quindi, né la capacità di prevederla né di cambiare, perché non c’erano le giuste competenze. Il Veneto è un territorio con un grande potenziale, un territorio di ricerca, capace di sviluppare cose nuove. Bisogna che le giovani classi imprenditoriali sappiano leggere la contemporaneità e fare cose nuove. Finora è mancata la spinta, la voglia di andare oltre.

Crede che la candidatura possa acuire i particolarismi con il rischio che il comitato si spacchi?
Circa il territorio candidato, ben venga che ci sia un’area così vasta coinvolta nella candidatura, ma bisogna far si che non sia un boomerang. Una gerarchia territoriale ci deve essere anche per ottimizzare la ricaduta sul territorio. Un aspetto altrettanto importante è valorizzare tutto il territorio facendolo crescere, ma tutto questo da solo non basta. Il Veneto è tra le prime Regioni per affluenza turistica, ma per aumentare i visitatori sarebbe opportuno trovare una progettualità che riunisca le realtà locali in un percorso comune, superando eventuali individualismi. E’ importante mettersi nell’ottica che il percorso che porta al 2019 deve proseguire oltre quell’anno ed essere solo l’inizio, come molti hanno già detto anche solo il fatto di candidarsi è già un buon punto di partenza per fare sistema. Entro il 2012 bisogna però che sia chiaro qual è la Capitale. E anche se su questo c’è abbastanza convergenza su Venezia è necessario che il ruolo le sia riconosciuto ufficialmente, anche nell’ottica delle infrastrutture da realizzare, come ad esempio la TAV. Bisogna mettersi a lavorare insieme e questa è la vera sfida per il Nord-Est, ancora prima di definire il fil rouge del progetto, è necessario che ci sia coesione tra le diverse forze politiche.

Ramella Diego

Fonte: http://www.tafter.it

NORDEST 2019 Capitale europea cultura: presidenza del Consiglio direttivo alla Provincia di Bolzano. Vicepresidenza a Zaccariotto e Tabaro (Provincia Venezia e Regione Veneto)

Sarà la Provincia di Bolzano a presiedere il Consiglio direttivo nel quadro della candidatura dell’area del Nordest a Capitale europea della cultura 2019. Oggi (14 marzo), riunito a Ca’ Farsetti sede del Comune di Venezia, il Consiglio direttivo ha nominato presidente Katia Tenti, direttrice del Dipartimento provinciale Cultura italiana.

Si è riunito questa mattina a Ca’ Farsetti, sede del Comune di Venezia, il  Consiglio direttivo chiamato a curare la candidatura dell’area del Nordest d’Italia, con Venezia capofila, a Capitale europea della cultura 2019. Lo compongono il Comune di Venezia, la Provincia di Venezia, la Regione del Veneto, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Il Consiglio ha eletto all’unanimità alla presidenza Katia Tenti, direttrice del Dipartimento cultura italiana della Provincia di Bolzano. Vicepresidenti sono Francesca Zaccariotto della Provincia di Venezia e Angelo Tabaro della Regione Veneto, segretario generale Romano Morra del Comune di Venezia.

Il Consiglio direttivo si è dato tra gli obiettivi la costituzione del Comitato promotore, aperto alla più ampia partecipazione possibile di istituzioni pubbliche e private, scuole e università, centri studi e ricerca, associazioni imprenditoriali, realtà economiche e finanziarie, e del Comitato scientifico, con esperti rappresentanti di ciascuna istituzione.

È già stato fissato un calendario delle prossime ravvicinate riunioni del Consiglio, ad iniziare da aprile.

Fonte: www.provincia.bz.it